GENTEDAMARE

Espongono gli artisti:
Roberto Carradori • Danilo Cerquaglia • Marco Lorusso

dal 6 marzo  al 12 aprile 2015
inaugurazione 6 marzo  ore 17.00

Sede espositiva:
Mu.Ma-Galata Museo del Mare
Calata de Mari, 1, 16126 Genova
Orario:
dalle 10.00-19.30, lunedì chiuso
Informazioni 010 2345655
Info mostra   3316465774

Organizzazione e direzione artistica:
Loredana Trestin
Comunicazione:
dott.sa Medea Garrone
In collaborazione con:
dott.sa Barbara Cadei
Grafica:
Anna Maria Ferrari
Vernissage a cura di:
Trattoria A Lanterna
Via Milano, 134, Genova
010 256425

Il mare e chi in esso e su di esso abita sono i  protagoniste della mostra curata da Loredana Trestin. Uomini, pesci e creature fantastiche sono raffigurati nei dipinti e nelle sculture di Roberto Carradori, Danilo Cerquaglia e Marco Lorusso.  Tre artisti molto eterogenei che attraverso tecniche, sensibilità e punti di vista differenti, interpretano il mare come luogo su cui la vita si affaccia e in cui abita, da cui ha avuto origine e da cui si è evoluta. Al centro della mostra, infatti, tutti gli abitanti dell’oceano, sia chi da esso proviene, sia chi su di esso vive. Insomma quella che con un gioco di parole è gente damare.
Gli artisti raffigurano attraverso diciotto dipinti e quindici sculture le creature damare: a partire dalle sirene, personaggi fantastici e misteriosi che fanno da trait d’union tra l’evoluzione dei primi semplici anfibi all’uomo nella sua complessità. E poi pesci di ogni specie e la loro vita in comunità, così come la vita di chi da sempre lavora grazie al mare nei porti e nei mercati ittici.
A rappresentare quindi l’uomo e le sue attività marittime Carradori e Cerquaglia, un pittore e uno scultore che interpretano la gente damare nella sua evoluzione: a partire dal suo DNA, raffigurato artisticamente da Cerquaglia, fino ad arrivare all’umanità contemporanea di Carradori, che vive nei riconoscibili porti italiani, europei e mondiali. Infine ci sono gli abitanti del mare per eccellenza: i pesci, le tartarughe e le sirene di Lorusso a completare il variegato e variopinto mondo marino che, a ben guardare, non è poi tanto diverso da quello umano.