HABITAT: DANIELE BULFONE – PAOLO LAZZAROTTI

Durata: dall’11 al 25 gennaio 2018
Inaugurazione: 11 gennaio alle ore 17.30
Direzione artistica e curatela: Loredana Trestin Curatrice D’arte
Assistente curatore: Cristina Bianchi
Grafica e web: Anna Maria Ferrari
Fotografie inaugurazione: Gloria Ferrari
Orario: dal martedì al sabato dalle 14.30 alle 18.30, lunedì chiuso
Loredana: 331 646 5774, Cristina: 347 455 9985
Location: Divulgarti Eventi al Ducale – Genova Palazzo Ducale, Cortile Maggiore Piazza Giacomo Matteotti, 9, 16123 Genova

|  Depliant | Invito |

L’habitat (dal termine latino che significa “egli abita”) è il luogo in cui, grazie alle sue caratteristiche fisiche, una data specie ha la possibilità di vivere, svilupparsi, riprodursi, perché ne è garantita la qualità della vita.
È un insieme di caratteri ambientali, climatici, geologici, geografici, oltre che la propria scelta elettiva a favorire e selezionare le specie animali o vegetali che lo abitano.
Così è anche per l’artista, che vive e fa vivere le proprie opere in un habitat ben preciso, in cui possono respirare e svilupparsi.
Questo processo di selezione naturale è identificato dal titolo. Vediamo sia nelle opere di fotografia che in quelle pittoriche l’insediamento di esseri umani in ambienti e territori diversificati.
I personaggi di Paolo Lazzarotti è gravitano in un ambito naturale, ricco della simbologia degli elementi, mentre Daniele Bulfone ci conduce invece uno spazio di profonda introspezione emotiva.
Entrambi concepiscono questa simbiosi tra soggetto e ambiente come un continuo relazionarsi dell’intima sensibilità con l’oggettivo e il fantastico.
Siamo di fronte a un processo creativo che tende ad una sintesi lirica ed evocativa concedendo maggiore spazio all’emozionalità.
In entrambi gli artisti le opere vivono di sentimenti profondi, nel caso della rappresentazione fotografica Paolo Lazzarotti ama indagare nel contesto ambientale che lo circonda, mentre Daniele Bulfone con il mezzo pittorico rende leggibile una figurazione rapida ed efficace, a vantaggio di una immediata spontaneità espressiva. (Loredana Trestin)

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