ANTONIO CONTRADA. Segno e cromia di un testimone del suo tempo

Dal 7 al 21 luglio 2018
Vernissage 12 luglio alle ore 18.30

Sede espositiva:
Divulgarti Eventi al Ducale
Genova Palazzo Ducale, Cortile Maggiore
P.za Giacomo Matteotti, 9, 16123 Genova

Orario:
In occasione dell evento di Costa Crociere sabato 7 apertura straordinaria dalle 10.00 alle 16.00.
Lunedì 9 e sabato 14 chiuso. Da lunedì 16 aperto dalle 14.30 alle 17.30.

Direzione artistica: Loredana Trestin, Curatrice D’arte
Curatela, Art direction e web: Anna Maria Ferrari, Art Director
Presentazione critica: Prof.re Roberto Guerrini
Assistente direzione: Maria Cristina Bianchi

DEPLIANT | INVITO |

Questo slideshow richiede JavaScript.

Immergersi nel mondo di Antonio Contrada è, inevitabilmente, essere colpiti dalla fascinazione delle sue opere, dal suo segno lirico ed espressivo, dal colorismo che incanta, la luce che a tratti abbacina o vibra, i tagli e le inquadrature estremamente personali, i temi spesso potenti e drammatici, scene evocative che non possono lasciare indifferenti, sempre composte e interpretate con sguardo insolito e acuto.
Da tempo curo il suo ricordo e figura d’artista con lo stesso amore e rispetto che dedico alle opere di mio padre. Il mio pensiero va alla signora Grazia, che ho avuto la gioia di conoscere, che ha custodito insieme ai figli Rinaldo e Orfeo la memoria di uomo e artista di Antonio Contrada.
La mostra si compone di una ventina di opere, realizzate dagli anni Sessanta agli anni Novanta del Novecento con diverse tecniche artistiche (dall’olio alla tempera, dalle tecniche miste all’assemblage, dal disegno all’incisione).
Scrive di lui Roberto Guerrini, che lo conobbe e lo apprezzò: “Cittadino del suo tempo e insistente continuatore di una pur rinnovata (e rinnovabile) tradizione pittorica e figurativa (che, in quei lontanissimi anni Sessanta e Settanta, era, soprattutto a Genova, un’autentica bestemmia reazionaria) Antonio Contrada ha indagato una miriade di ambiti ed argomenti estrapolati dai più disparati bacini dell’esperienza umana. Contrada, attraverso la pittura, ci ha parlato di donne, di uomini, di fiori, del sesso, del Carnevale, di cronaca, di famiglia, di amore, di prostitute, dei bambini, del teatro, di luoghi antropici (dedicando bellissime e partecipate vedute a città e cittadine o borghi come Venezia, Chioggia, Cortina D’Ampezzo, Vernazza, Genova, Ortisei, ecc.) o luoghi naturali (come la Val Gardena, le Dolomiti e altri), di cavalli, di animali, di insetti, di natura morta, di ritratti, di autoritratti e di omaggi a pittori ed autori per lui importanti come Tiepolo, Veronesi, ecc. (…) Contrada fu un artista (puntuale e drammatico, sensitivo e potente talvolta al limite della violenza visiva) che affidò costantemente alle qualità del suo tessuto pittorico e coloristico e alla peculiarità della sua costruzione compositiva un discorso, una narrazione ed una comunicativa che appaiono tanto più godibili quanto l’osservatore, se capace di spogliarsi di facili quanto ovvie stereotipie interpretative, riesce a calarsi nell’interno delle sue opere cogliendone tutti gli accenti, le tensioni e le commozioni che traspaiono dalle sue brillanti superfici e costituiscono l’essenza più genuina della sua ispirazione, del suo lavoro, della sua dimensione umana ed esistenziale.”
Questa mostra, prima retrospettiva dalla sua scomparsa, vuole riproporre l’opera di Contrada quale importante artista del ‘900, offrendo spunti e riflessioni attuali e contemporanei.

Anna Ferrari

Cenni biografici
Antonio Contrada nacque a Montefalcione (Avellino) nel 1927 e visse soprattutto a Genova. L’esordio formativo avvenne a Napoli dove si diplomò maestro d’arte nell’omonimo Istituto d’Arte e al quale successe quello di Magistero nel 1949. In quegli anni iniziò anche la carriera di insegnante che continuò e concluse trasferendosi con la famiglia a Genova.
A partire dalla fine degli anni 60 figurò nei più importanti cataloghi o specifici testi di arte moderna e contemporanea, tra cui il Bolaffi, il Quadrato, il Comanducci, il Leonardo, l’Enciclopedia S.E.D.A., l’Internationals Kunst Adessbuch di Francoforte, le edizioni fiorentine di Arte Italiana Contemporanea “La Ginestra”.
Molte delle sue opere sono collocate presso collezioni private italiane, belghe, francesi, americane, tedesche, olandesi, nella Pinacoteca di Riva del Garda e presso alcune amministrazioni comunali e provinciali sparse sul territorio nazionale.
Ha partecipato alle mostre collettive dei pittori italiani a Toronto nel 1967 e a Parigi nel 1979, ha partecipato altresì a mostre di gruppo (inteso come gruppo di autori condividenti poetiche ed intenti comuni) come “11 Pittori Genovesi a Roma” Palazzo delle esposizioni, “5 Genovesi alla Galleria Sagittarius” presentata a Terni nel 1971, “Dialoghi con Leucò” presso la Galleria Giordano a Genova nel 1986, “Magia del Teatro” in Galleria Giordano sempre Genova nel 1987 o quella allestita presso il Teatro Comunale di Reggio Emilia nel 1988.
Molte sono le recensioni e gli articoli critici a lui dedicati; vale la pena ricordare recensioni e commenti a firma di critici o giornalisti come G. Beringheli, F. Bissoni, E. Marasco, M. Bocci, G. Prata, G. Sordini, S. Tarocco, V. Magno, G. Arato, R. Zucchella, R. Barscigliè, D. Gaeta, P. Grasso.

www.antoniocontrada.it