LUIGI PRETIN: FORZE INVISIBILI

Durata: Dal 20 dicembre 2019 al 16 gennaio 2020
Vernissage 20 dicembre ore 17.30
Indirizzo: Cad Via Chiabrera 7/2, 1° piano – 16123 GENOVA
Direzione artistica e curatela: Loredana Trestin
Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
Organizzazione: Gaia Crovetto, Erika Gravante,
Elisa Succio
Grafica e web: Anna Maria Ferrari, Art Director
Orario: dal lunedì al venerdì 14.00 18.00, il sabato su appuntamento

DEPLIANT  |  INVITO |

“Con Pretin, una volta di più appare una pittura ‘titanica’, densa più della parola, una pittura che vuole il tempo della contemplazione…”

Angelo Panerai

Luigi Pretin (Chioggia [Ve] 1938) è definito caposcuola dell’arte fantastica e in effetti le sue opere appaiono spesso come paesaggi liberi, immersi in un universo fiabesco, dove il rigore formale e la capacità tecnica paiono trovare la più felice strada per creare figurazioni fantasmagoriche, ricche di particolari pittorici filtrati da una onirica fantasia e da perfetti accostamenti cromatici.
Di fronte alle sue opere la mente corre subito al Surrealismo o alla Metafisica, ma anche alla tradizione barocca, a Gianbattista Tiepolo, a Pieter Bruegel, a un paesaggio che si popola di personaggi, oggetti imprevedibili, figure che paiono nascere dal sogno, che si formano da brevi e sapienti tratti di pennello.
La forza della pittura si trasforma nella forza dell’immagine, in figure e personaggi che paiono combattere tra loro e sostenersi a vicenda, in un mondo scenico fatto di sinusoidali tracce di colore, che offrono allo sguardo la sensazione di un precario, quanto incrollabile equilibrio formale.
Una sfera si spacca sopra una terra che pare deserta, una figura percorre un sentiero brullo verso un sole opaco, oppure figure-angelo combattono la loro battaglia per restare in equilibrio nel cielo mentre residui di natura, forse di civiltà, accompagnano l’esilio, l’allontanarsi da una potenza che spazza via tutto il conosciuto.
Pretin ci porta in un mondo dove non troviamo certezza, conforto, ma veniamo attratti da quelle forze che paiono essere lì a combattere forse per noi, per la nostra sopravvivenza e quei segni ci illuminano la mente: se un mondo abbiamo, non sarà per sempre. La pittura si fa scena di un mondo disilluso, fantastico forse per timore che la realtà possa aprire abissi, riverberare inquietudini. E’ pittura “piena”, quella di Luigi Pretin, che si offre allo sguardo e lo riempie di figure e immaginazione, che si fa padrona del nostro disequilibrio e ci interroga su quale direzione sapremo imprimere a questo mondo, così fantastico nel segno dall’artista.”

Piero Cademartori

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