MARGINI DI PAGINA
Feb
06,
2026
Dal 20 febbraio al 3 marzo 2026
Opening: venerdì 20 febbraio ore 18
Sede espositiva: Spazio Guido Tommasi Editore Largo Richini 14 (angolo via Pantano), 20122, Milano
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 19
Cura e direzione artistica: Loredana Trestin
Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
Responsabile organizzazione: Valentina Maggiolo
Segnalatori d’arte: Federica Angelucci, Ludovica Dagna, Giulia Lanza, Marta Zugarelli
Art direction e web: Anna Maria Ferrari Artemisiaonline.eu
Social media manager: Anna Poddine
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Partecipano gli artisti:
Regina Affonso, Alex of Artexinia, Nerea Arana, Yvonne Arvidsson, Mirko Brkuljan, Laura Buruiana, Ekaterina Chorina, GB Art, Grieta, Mari Kamai, La Palma Arte, Leoncio, Birgitte Maudal Berge, Mona MO leo, Pez Rayo, Isilda Rosado, Elisabeth Rosenthal, Sha Ksha, Henk Weijers, Jimmy Yuen, Julia Zankl
“Margini di Pagina” nasce come un attraversamento: uno spazio laterale, silenzioso, dove le idee prendono forma prima di diventare racconto. Nei margini si annota ciò che non entra nel testo principale: intuizioni, segni personali, tracce rapide che sfuggono alle strutture e aprono nuove prospettive.
Lì, nelle zone meno illuminate, si annidano spesso le visioni più autentiche.
La mostra dialoga con il luogo che la ospita: uno spazio che si affaccia sulla storica Ca’ Granda, nata nel Quattrocento come grande ospedale rinascimentale e oggi sede dell’Università Statale.
Un edificio che ha attraversato i secoli passando dalla cura dei corpi alla cura del sapere, respirando memorie, svolte, rinascite.
Di fronte a questo luogo, carico di storia e trasformazioni, l’arte trova un terreno fertile per raccontare ciò che sta ai margini: ciò che cambia, ciò che resta, ciò che continua a scriversi.
“Margini di Pagina” vuole essere un’antologia visiva: un insieme di opere che, come frammenti di un diario collettivo, si affiancano senza sovrastarsi. Ogni artista porta il proprio margine — culturale, geografico, emotivo, simbolico — e lo deposita come un segno sul bordo della pagina comune.
Non è una mostra che pretende di dare risposte.
È un invito a leggere l’arte come si leggerebbe una pagina ancora in lavorazione: aperta, contaminata, viva.
Loredana Trestin